Ebbene sì, lo ammetto: anch'io mi affido a Canva, uno strumento straordinario di grafica, incredibilmente adatto per chi, come me, non è un grafico di professione. Questa piattaforma rende semplicissima la creazione di presentazioni, post, biglietti da visita e siti web, il tutto a portata di clic. Ora, con l'integrazione dell'intelligenza artificiale, Canva si è superato, offrendo la possibilità di generare immagini inedite con Dall-E e di esplorare diverse varianti di testo secondo vari stili. È diventato un vero e proprio concentrato di soluzioni innovative, un temibile rivale per i professionisti del settore grafico.
La democratizzazione apportata dall'innovazione tecnologica, esemplificata egregiamente da Canva, porta con sé costi non trascurabili. Uno tra questi è l'impennata di contenuti grafici e, più in generale, la crescita esponenziale dei contenuti, che contribuisce alla creazione di un "rumore di fondo" sempre più pervasivo. Questo rumore di fondo, in effetti, è diventato la piaga delle piattaforme social. Scorrendo i feed di diverse piattaforme, da LinkedIn a Instagram, passando per Facebook e altre, si nota un'omogeneità grafica sorprendente. Molti post sono immediatamente riconoscibili come prodotti di piattaforme come Canva, il che rivela non solo la loro velocità di creazione e la conformità alle linee guida del brand, configurabili sulla piattaforma, ma anche l'automazione nella programmazione delle pubblicazioni.
Tutto ciò è senza dubbio affascinante, ma a volte a scapito dell'autenticità. Si perde di vista l'obiettivo principale: quello di trasmettere un messaggio significativo, unico e riconoscibile. Esiste il rischio che l'attività di creazione di contenuti si riduca a un mero compito da spuntare, privo di quella scintilla creativa che dovrebbe caratterizzarlo. Smentitemi, vi prego!
Ascoltando il podcast di Italian Indie (puntata del 9 gennaio 2017) ho rintracciato una breve intervista di Luca Mazzucchelli a Robert Cialdini Psicologo e guru a livello internazionale della persuasione. Nonostante l'intervista sia breve e del 2015 è sempre attuale e sufficiente per comprendere il pensiero dello psicologo statunitense. Ci sono i passaggi su cui conviene sempre riflettere sia per la vita personale che per quella professionale. Non sempre nelle piccole e medie aziende c'e' la consapevolezza di quanto afferma Cialdini. j Per chi non lo conoscesse Robert Cialdini cliccate qui Grazie a Samuele Onelia fondatore di Italian Indie per avermi ricordato questa intervista.
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