Non c'è dubbio che Chiara Ferragni o meglio le sue società TBS crew e Fenice abbiano commesso degli errori grossolani nella vicenda del Pandoro Balocco. Sarà comunque la magistratura a decidere al di là dei processi mediatici.
La conseguenza più eclatante di questa vicenda è comunque quella di aver aumentato il livello di diffidenza da parte di tutti i consumatori nei confronti di iniziative benefiche da.parte delle aziende a prescindere da Chiara Ferragni. Questa diffidenza era già presente prima della vicenda Balocco, tra gli esempi cito un caso a me vicino: un mio cliente Imprenditore nel fare una donazione verso una onlus ha fatto il diavolo a quattro per avere prove certe di dove andassero i suoi soldi., non si fidava al 100%, non sono poi così lontane le discussioni su grandi istituzioni umanitarie che assorbono una grande quantità di fondi per l'autosostentamento e il rimanente va ai bisognosi.
Di operazioni come Ferragni (utilizzo di u testimonial) e Balocco ce ne sono state nel passato, sono animate da buone intenzioni sicuramente ma spesso il marketing delle aziende vede come principale metrica del successo dell'operazione l'immagine aziendale e le vendite, le valutazioni etiche e di equità nella ripartizione dei compensi e donazioni non sono il primo pensiero. . La domanda che mi pongo, e alla quale non so realmente rispondere, è: quante sono le operazioni di beneficienza da parte delle aziende che hanno tenuto in considerazione il corretto equilibrio tra entità della donazione e beneficio di immagine del brand ? Ne aggiungo un altra: quanti sono gli enti del terzo settore attrezzati per governare questo tipo di operazioni senza svendere il loro ruolo sociale ?
Sono sicuro però che quanto accaduto sia momento di riflessione per tutte le aziende e enti del terzo settore e soprattutto per le loro funzioni marketing e comunicazione, saranno più eticamente sensibili ora.
Prendiamo il buono di questa vicenda ! In ogni caso attendiamo le decisioni della magistratura sul caso.
Ascoltando il podcast di Italian Indie (puntata del 9 gennaio 2017) ho rintracciato una breve intervista di Luca Mazzucchelli a Robert Cialdini Psicologo e guru a livello internazionale della persuasione. Nonostante l'intervista sia breve e del 2015 è sempre attuale e sufficiente per comprendere il pensiero dello psicologo statunitense. Ci sono i passaggi su cui conviene sempre riflettere sia per la vita personale che per quella professionale. Non sempre nelle piccole e medie aziende c'e' la consapevolezza di quanto afferma Cialdini. j Per chi non lo conoscesse Robert Cialdini cliccate qui Grazie a Samuele Onelia fondatore di Italian Indie per avermi ricordato questa intervista.

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